BONUCCHI & FRIENDS F.C.

Intervista al Giocatore, “The Wall” Ricchetti Parla ai Nostri Microfoni!

Si continua con la rubrica di interviste agli squali Bonucchi. Oggi intervistiamo il nostro difensore M. Richetti, anche detto THE WALL, ma ai più intimi conosciuto come SIRE!

1. Ricchetti, come hai iniziato a giocare a calcio e perché hai scelto proprio il ruolo di difensore?

Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 6 anni.
In realtà, la passione per il calcio è una questione familiare che respiravo già in casa..
Con mio papà, mio fratello, e mio Zio Sauro ( il bomber del Vignola dei Tempi d’oro).
Il ruolo del difensore, lo scelsi fin dai primi allenamenti.
È più lui che scelse me..
Dato che tutti i miei amici si proiettavano a voler giocare davanti o a centrocampo..
E mio padre mi disse : ” gioca in difesa e impera tot i ruoli della difesa e te vedrè che vai seimper in camp!”
Fu profetico, perché fu così in tutto il corso della mia “carriera agonistica”
Sognando di diventare come Paolo Maldini!

2. Qual è stato il momento più memorabile o la vittoria più significativa della tua carriera finora?

Il momento più memorabile coincide con la vittoria più significativa della mia carriera finora.
Ed è quello relativo al Campionato di 3a Categoria Vinto con il Grande Magreta, con la vittoria nello scontro diretto con la Miccia punto a punto.
E festa magretese annessa.
Una Libidine assoluta che ancora mi rievoca bellissimi ricordi.
Colgo l’occasione di augurare al Magreta di Lottare per il campionato, dato che da quell’annata sono passati almeno 10 anni, dall’ultimo campionato vinto dal Magreta.

3. Cosa ne pensi dell’attuale stagione della Bonucchi & Friends? Siete in linea con gli obiettivi che vi siete prefissati?

La Stagione della Bonucchi&Friends è partita bene, poi ha avuto qualche battuta d’arresto, a cui evito di aggiungere polemiche extracampo, dove comunque la Squadra ha lottato con le unghie e con i denti.
Fino a ritornare sulla retta via.
Ora abbiamo da Febbraio almeno 7 scontri diretti, che definirei come 7 finali..che definiranno il percorso di questa meravigliosa società in questa stagione.
Pensiamo partita per partita e sarà il campo a parlare.

4. Descrivici la volta in cui sei stato protagonista di un errore clamoroso o di una giocata inaspettata che ha fatto ridere tutti.

La giocata inaspettata che ancora oggi mi fa sorridere.
È una delle prime partite che giocai a 18 anni, tra le fila della Gino Nasi, in prima squadra, dove volevo crossare in area e mi uscii invece una ciabattata che si insaccò sotto l’incrocio, siglando l’1 a 0 e la mia prima firma tra i grandi.
A tal punto da rimanere esterrefatto, in quanto non sapevo come esultare.. non essendo avvezzo e abitudinario a questo tipo di cose.

5. Come descriveresti l’atmosfera e lo spirito di gruppo all’interno dello spogliatoio della vostra società?

L’atmosfera è grandiosa all’interno della Bonucchi, si respira una bella aria!
Dove i punti cardine sono l’umiltà, la voglia di aiutarsi, e di lottare uniti verso tutti gli obiettivi.
Ma la cosa più bella è lo spirito di divertimento, passione e voglia di stare insieme dentro e fuori dal campo, che rimane al di là dei risultati.
Anche perché quest’anno siamo in un girone veramente equilibriato dove tutte le partite sono difficili e non è facile portare a casa il risultato.

6. Se non fossi in difesa, quale altro ruolo in campo ti piacerebbe ricoprire?

Ho sempre sognato di giocare a centrocampo,ma poi ci si scontra con la realtà e si deve fare i conti con le proprie qualità.
Le mie qualità sono più difensive, ovviamente..
Diciamo che ho sempre ammirato le capacità di visione e qualità tecniche di amici che giocavano in quel ruolo..
E che nella Bonucchi & Friends riscontro in sostanza pura N. Gibellini.

7. Hai un rito o una scaramanzia particolare che esegui prima di ogni partita?

Il rito pre-partita è ormai diventata una cabala, è il ritrovo mezz’ora prima del ritrovo ufficiale con il capitano F. Toschi, S. Sghedoni e A. Lazzaretti, per esorcizzare la tensione.
A cui poi si aggiungono tutti gli altri in quanto siamo un gruppo veramente unito.

8. Qualche ultima parola per la tua Squadra e i tuoi compagni di battaglie.

Concludo ringraziando i miei compagni, il mister e la società che mi è stata a fianco in questo periodo di difficoltà a causa di accadimenti familiari spiacevoli che per fortuna hanno avuto il lieto fine.
Questa squadra si distingue per qualità umane straordinarie e tecniche nella norma . Sicuramente daremo battaglia a tutti nel 2026 e dovranno dimostrare di essere più bravi di noi, per batterci.

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